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8 campanelli d'allarme che vengono dai capelli

Piu' informazioni su: cura dei capelli cuoio capelluto

Qualche mese fa vi abbiamo allenato a "leggere le unghie", interpretando i segnali del corpo per comprendere piccole e grandi patologie che ci affliggono; ora è il momento di proseguire il seminario di lettura, allungandoci fino ai capelli: sapevate che anche da loro è possibile captare importanti messaggi?

Basta che non siano criptati da meches, colpi di sole e stirature chimiche varie.

Allora vediamo 8 possibili campanelli d'allarme che ci arrivano proprio dalla chioma e dal cuoio capelluto.

1. I capelli sono secchi, mosci, sfibrati. Potrebbe essere colpa dei coloranti, dei trattamenti a cui vi sottoponete, del cloro nell'acqua della piscina che frequentate. Oppure no: se il cambiamento è piuttosto importante e voi non avete mai colorato né trattato i capelli, e non avete nemmeno passione per il nuoto, allora forse potrebbe trattarsi di ipotiroidismo (vi sentite sempre stanchi? I battiti del cuore fanno le bizze? Siete dimagriti senza apparente motivo? Pensateci). Occhio, perché non sempre una chioma floscia è il segno di una semplice perdita di capelli: in questo caso non è la quantità che cambia, ma la qualità, la struttura.

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2. Avete crosticine o squame sul cuoio capelluto, vicino all'attaccatura dei capelli. Oh-oh, potrebbe trattarsi di psoriasi, specie se la superficie della pelle vi sembra un po' ispessita. La psoriasi è una delle più comuni malattie autoimmuni, in cui la pelle va in auto-accelerazione compulsiva, producendo cellule in eccesso. Spesso è connessa ad altre patologie autoimmuni più gravi, come il lupus, il morbo di Crohn, o l'artrite reumatoide. E' quindi il caso di approfondire la situazione con delle analisi e soprattutto di iniziare a usare detergenti specifici, indicati dal dermatologo.

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3. Perdete molti più capelli del solito. E' normale che ci cadano, ogni giorno, da 100 a 150 capelli, per via del ricambio fisiologico. Ma se cominciate a notare una sorta di olocausto sull'asciugamano o sulla spazzola, e quindi una chioma molto più diradata del solito, meglio approfondire: potrebbe trattarsi di un particolare momento di stress, di una febbre insolitamente alta, dell'assunzione di alcuni medicinali un po' "strong", del solito ipotiroidismo, o, peggio, dell'insorgenza del diabete, che contamina i livelli ormonali. O perché no, potrebbe essere una buona notizia: potreste essere incinte! Ecco un piccolo segreto per distinguere la perdita di capelli temporanea dall'inizio (purtroppo) di una calvizie: cercate delle protuberanze bianche alla base dei capelli perduti; se ci sono, forse siete salvi!

4. La calvizie è ormai inarrestabile. Succede a uomini e donne, purtroppo! Il tutto è dovuto a un fatto ormonale, che spesso è anche ereditario. Gli uomini iniziano ad accorgersene dalle tempie, o da una "lampadina" visibile solo allo specchio. A volte, negli uomini, la calvizie non è totale, mentre nelle donne, quando c'è, quasi sempre coinvolge l'intero cuoio capelluto. Il diabete è un altro fattore di rischio, perché causa problemi alla circolazione, e dunque i follicoli non hanno abbastanza nutrimento da generare il ricambio dei capelli perduti. E' per questo che la calvizie, spesso, è causata anche dalla denutrizione, o dalla malnutrizione. Ma la causa può essere anche un utilizzo a lungo termine di droghe o di medicinali pesanti, come i betabloccanti o gli anticoagulanti.

5. I capelli sono secchi, fragili e si spezzano in un batter d'occhio. Succede quando ne trovate tanti sul cuscino al mattino: quasi sempre si sono spezzati, non sono caduti. Questo perché, forse, avete esagerato con i trattamenti chimici, tra colori, colpi di sole e stirature. Oppure, potrebbe essere colpa – ancora una volta – della tiroide, e di una forma di "ipoparatiroidismo", spesso ereditario, che consiste nell'eccessiva produzione di un ormone, il cortisolo; e nel sangue il calcio scende e il fosforo sale, quindi sottoponetevi a delle analisi, specie se, oltre ai capelli fragili, notate anche secchezza e sfaldamento della pelle o crampi muscolari. Tranquilli, potrebbe trattarsi anche di una semplice carenza di omega3.

6. I capelli cadono lasciando in testa delle perfette chiazze tonde. Si chiama alopecia areata, e potrebbe essere sintomo di diabete, o di una malattia autoimmune, generalmente ereditaria. Ad alcuni succede di perdere perfino tutti i peli del corpo, finanche le sopracciglia. Ma tranquilli, non è irreversibile! Se poi è localizzata, basterà l'applicazione di cortisone, direttamente sul punto interessato, o altri prodotti specifici rigorosamente indicati dal medico.

7. Scaglie giallastre sui capelli e macchie squamose e pruriginose sul cuoio capelluto. Ahi ahi ahi, potrebbe essere dermatite seborroica! E' causata dallo stress e tende ad essere "stagionale", presentandosi soprattutto in inverno. E' colpa del malvagio pityrosporum ovale, un batterio che si insinua nelle pelli irritate e le infiamma ancora di più. Oppure potrebbe trattarsi di semplice secchezza della pelle (in questo caso la dovreste notare anche in mezzo alle sopracciglia e intorno al naso, e non solo d'inverno). Fate una visitina al dermatologo, che vi indicherà la crema migliore da utilizzare.

8. Compaiono i capelli bianchi... Molti pensano che la comparsa dei temuti capelli bianchi sia dovuta a un grande stress o a un trauma (si dice che Maria Antonietta di Francia andò alla ghigliottina con una chioma bianco-neve...). Gli esperti generalmente aborrono questo genere di ipotesi, e confermano che si tratta, essenzialmente, di una questione genetica. Ma delle ricerche recenti sembrano rimettere tutto in discussione: sembra che lo stress abbia in qualche modo un'influenza sulla trasmissione di melanina nelle cellule dei capelli, modificando quindi la loro colorazione. Gli studi si stanno concentrando, attualmente, sul ruolo giocato nella faccenda dai radicali liberi, che produciamo quando siamo sotto stress e che potrebbero bloccare i segnali di assorbimento della melanina da parte dei follicoli. In ogni caso, guardate le foto dei vostri antenati e già saprete se si tratta di stress o dell'impietosa genetica.

Marina Piconese

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