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Il menu di Carnevale, pronti a cucinare? PDF  | Stampa 
Dieta & Alimentazione - Ricette
Scritto da Lazzaro Langellotti | Domenica 07 Febbraio 2010 21:14   
Indice
Il menu di Carnevale, pronti a cucinare?
La lasagna napoletana
Braciole di maiale
I friarielli
Sanguinaccio e chiacchiere
Tutte le pagine

Le ricette più gustose per leccarvi i baffi nei prossimi giorni di festa.

Anche quest’anno, infatti, arriva il Carnevale, una festa antichissima che risale al tempo dei romani che celebravano tra dicembre e marzo i Saturnali, ossia le feste che ricordavano il tempo favoloso di Saturno in cui, come Esiodo racconta, «gli uomini vivevano come dei, avendo il cuore tranquillo, liberi da fatiche e sventure».

Durante queste feste si banchettava tra orge, balli, sfilate in maschera e in carri in un mondo rovesciato, cioè i servi vestivano gli abiti dei padroni e cibo e vino correvano in abbondanza, almeno una volta per tutti.

I cristiani poi trasformarono questa festa pagana nel carnevale, parola che deriva dal latino "Carne Vale": addio carne! Per secoli, dunque, in Europa, il carnevale venne impersonato da un maiale che moriva per lasciare spazio alla Quaresima imposta ai contadini dalla Chiesa.
Ricordandoci che la carne di maiale non è proprio la più salutare, facciamo nostro il motto «Semel in anno licet insanire» (Una volta all’anno è lecito impazzire) e iniziamo a pensare a cosa cucinare per il prossimo carnevale.

Noi di wellMe ci siamo sbizzarriti e vi porteremo in giro per il mondo in quattro tappe differenti alla scoperta delle più svariate cucine carnevalesche.

Partiamo da Napoli, la città di ragù.

Qui domina tra i primi piatti la lasagna, la cui preparazione richiede un po’ di tempo. Per seconda e terza portata tipica è la carne mista al ragù. Per questa portata si utilizzano le gallinelle di maiale, le puntine di costata o le braciole di maiale, uno dei piatti più prelibati della cucina napoletana. Come contorno non devono mancare i deliziosi “friarielli”, (che sono un tipo di broccoli).

Il gran finale avviene con l’arrivo a tavola dei dolci accompagnati dal fiabesco sanguinaccio che oggi non è più possibile realizzare come un tempo per il divieto, dal 1992, inflitto ai macellai di vendere il sangue. E infine vanno ricordate le deliziose chiacchiere che sono un dolce tipico in tutta l’Italia ma con nomi diversi: in Friuli si chiamano Grostoli, in Emilia Sfrappole, in Veneto Galani, nelle Marche Frappe e Cenci in Toscana. La variante, nelle varie ricette regionali, è costituita dal marsala, dal vino bianco, dall’acquavite o dal liquore all’anice.

Andate avanti per scoprire tutte le ricette!





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