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Innamoramento : svelati i meccanismi cerebrali che dettano sesso e amore

Piu' informazioni su: amore innamoramento desiderio sessuale

L'innamoramento nasce dal desiderio sessuale ed è ciò che garantisce che la specie umana si riproduca. Qualsiasi amore, anche quello più platonico ed elevato, presuppone il desiderio del corpo dell'amato. A confermarlo, una ricerca dell'università di Ginevra, secondo la quale innamoramento e desiderio hanno una base comune e attivano la stessa area del cervello, lo striato.

Attraverso la rilevazione data dalla risonanza magnetica, l'equipe guidata dalla dottoressa Stephanie Cacioppo ha appurato come amore e sesso abbiano percorsi neurobiologici simili.
Quando si è innamorati di qualcuno lo si vuole baciare, si vuole poterlo toccare e avere numerosi ed appaganti incontri erotici. Andare a fare romantiche passeggiate o discutere del senso della vita non basta. Neanche ai poeti.

In particolare, l'amore sarebbe la rappresentazione complessa e astratta, quindi più elaborata, del desiderio sessuale. Pensare quindi ad un amore scevro dalla passione è pura retorica. L'amore è un'emozione e come tutte le emozioni è una sensazione del corpo e non solo della mente. E' il cuore che, una volta colpito, viene inondato dalla luce, per dirlo in modo poetico, o da neurotrasmettitori -come la dopamina- per dirlo in modo scientifico.

In più, però, l'equipe ha scoperto che l'amore attiva i circuiti cerebrali connessi con le dipendenze, cioè quelli che hanno a che fare con il piacere e la ricompensa. Il desiderio porta verso l'appagamento che produce l'attesa della ricompensa e il conseguente piacere.

Solo la persona amata può dare sollievo a quella sottile ansia che ci coglie quando siamo lontani e più la persona è lontana, più il desiderio aumenta. Fino a diventare un tormento difficile da gestire. Quando il desiderio viene appagato, attraverso l'incontro fisico, allora l'amore esplode in tutta la sua potenza e inonda l'essere con le emozioni più belle che la natura abbia creato e con le sostanze chimiche più forti.

Il desiderio protratto nel tempo, per giorni, mesi, anche per anni, ha un'intensità difficile da eguagliare e una volta che abbia la possibilità di sfociare in un rapporto lo rende unico e sconvolgente.

La scoperta aggiunge elementi fisici e tangibili alla scienza, dimostrazioni valutabili e riscontrabili nella realtà. Ci racconta quali aree del cervello vengano coinvolte nell'innamoramento e che rapporto abbia questo con il desiderio. Ma non ci dice nulla di nuovo sul perché si scelga una persona, sui motivi per cui un viso diventi un'icona e sulle ragioni per cui due occhi divengano il portale sull'infinito. Non ci spiega quale sia la motivazione per cui si riesce ad amare per anni, anche qualcuno che non c'è, perché la semplice visione di una foto in cui l'innamorato sia ritratto possa migliorare una giornata e perché ciò che parla di lui sia l'unica cosa degna di attenzione e considerazione.

Non ci dice nulla in più, insomma, sul perché e sul come. Ma forse la benedizione è proprio questa, che l'amore sia ancora avvolto da quel mistero che lo rende così intrigante e così centrale per le nostre vite. Nessuna ricerca scientifica riuscirà mai a rendere ragione di cosa sia ciò che ci fa scrivere le parole e le note più belle.

Nessuno scienziato potrà mai spiegare quale area del cervello di Pablo Neruda abbia prodotto quelle liriche inimitabili e perché, ancora, ci commuoviamo nel leggere certe dichiarazioni, sentendo che riguardano noi e il nostro cuore. Nessuno ci potrà dire perché leggere i versi di una poesia ci elevi e ci faccia vibrare né perché sentiamo di avere un senso quando dedichiamo un'opera all'amato.
"A te, amore. Questo giorno è dedicato a te" (P. Neruda)

Fiammetta Scharf

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