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Sclerosi multipla, l’Aism stanzia 3 mln di euro in favore della ricerca. Finanziamenti aperti anche alla Ccsvi PDF  | Stampa |
Salute - Malattie & Cure
Scritto da Rosamaria Freda | Martedì 02 Febbraio 2010 18:53   

Sclerosi multipla_ZamboniUna buona notizia per gli ammalati di sclerosi multipla. L’Associazione italiana sclerosi multipla (Aism) ha deciso di investire, attraverso la Fondazione italiana sclerosi multipla (Fism), 3 milioni di euro a favore della ricerca su questa patologia infiammatoria cronica che colpisce il sistema nervoso centrale.

Al bando, che scadrà il prossimo 8 marzo, potranno partecipare anche proposte di ricerca sull’Insufficienza venosa cerebrospinale, meglio nota come Ccsvi, una patologia scoperta di recente che potrebbe, se confermata, condurre al miglioramento della qualità di vita dei malati di sclerosi. L’Aism, si legge nel comunicato, “segue infatti con particolare attenzione i percorsi di ricerca scientifica in Italia e all’estero sulla Ccsvi in rapporto alla sclerosi multipla e attraverso la Fondazione italiana sclerosi multipla, si impegna a finanziare e – per tutto quanto necessario – a promuovere le ricerche di approfondimento e di sviluppo dei ricercatori italiani. Tutto questo verrà condotto in sinergia con gli impegni e i contributi di ricerca sviluppati nelle altre Nazioni e in particolare dalle Associazioni nazionali consorelle canadese e statunitense”.

A questo punto però  viene da chiedersi come mai la ricerca non abbia stabilito finanziamenti ad hoc per gli studi sulla Ccsvi, ma abbia solo “permesso” ai ricercatori che si muovono in questo campo, di partecipare al bando. Vediamo ora di capire cos’è questa Ccsvi e come si è arrivati a scoprirla.

Lo scorso mese di settembre, il professor Paolo Zamboni, direttore del Centro malattie vascolari dell’Università di Ferrara, nel corso di un convegno internazionale che si è tenuto a Bologna, intitolato "Venous function and multiple sclerosis", ha annunciato una scoperta sorprendente: curando la Ccsvi attraverso un innovativo intervento endovascolare mini-invasivo, detto volgarmente “liberazione”, si può ottenere un discreto miglioramento anche della sclerosi multipla. La Ccsvi, diagnosticabile con un ecodoppler specifico, sarebbe quindi correlata al rischio d’insorgenza di sclerosi multipla: i pazienti trattati con la terapia endovascolare hanno infatti mostrato una riduzione del numero di ricadute della malattia e una netta diminuzione della percentuale di lesioni attive cerebrali e spinali, associata a un marcato miglioramento della qualità della vita. Lo studio, che ha coinvolto 65 persone con diversi tipi di sclerosi multipla rispetto a 235 persone sane o che avevano altri disturbi neurologici, ha scoperto una forte correlazione tra coloro che avevano la sclerosi e i segni di un’insufficienza venosa, suggerendo così che il flusso sanguigno venoso possa essere compromesso e possa contribuire in questo modo a determinare lesioni ai tessuti nervosi.

Insomma, nonostante tutta la comunità scientifica, in primis i due professori titolari della ricerca, si sia affrettata a ricordare la necessità di ulteriori studi scientifici che confermino questa teoria, sembra proprio che una nuova finestra sia stata aperta sulla cura della sclerosi multipla. Dai dati raccolti emerge infatti che dopo il trattamento della Ccsvi nei pazienti affetti dalla forma più comune di sclerosi multipla ci sia un crollo delle lesioni attive che persiste 18 mesi dopo l`intervento: la percentuale di lesioni attive crolla dal 50% al 12%, dimostrando come l’aggiunta del trattamento della Ccsvi riduca l’aggressività della sclerosi. Il dato viene ulteriormente rafforzato dal numero di pazienti che non hanno manifestato più recidive dopo l’intervento endovascolare: nei 2 anni che precedevano l’intervento erano stati registrati attacchi acuti di sclerosi multipla nel 50% dei pazienti reclutati, mentre nei 2 anni successivi all’intervento il 73% dei pazienti operati non ha più manifestato alcun attacco, cambiando di fatto l’andamento clinico della malattia.

Inizialmente dunque l’assioma da cui è partito il team guidato dal professor Zamboni poteva sembrare bizzarro, ma alla fine si sta rivelando assolutamente realistico: la sclerosi multipla non ha origine dal sistema autoimmunitario ma da quello vascolare, per cui la chiave di volta della malattia è nascosta proprio nelle vene.

Ma come Zamboni è  arrivato alla sua scoperta? Le vene varicose (dette tecnicamente Cvi, cioè Insufficienza venosa cronica), sono tali perché il sangue invece di salire e andare naturalmente verso il cuore, ristagna nelle gambe. Nel corso delle sue ricerche sulle infiammazioni vascolari, Zamboni ha però notato che – come lui stesso ha spiegato - “quando la circolazione nelle vene non funziona bene, come nelle varici, le gambe hanno macchie scure: depositi di ferro, pericolosi in quanto fonte di radicali liberi. E anche nelle placche della sclerosi, guarda caso, c' è molto più ferro che nei tessuti normali”. Il che poteva appunto spiegarsi con un'irregolarità nella circolazione, un’ipotesi che all’inizio sembrava solo affascinante, ma che Zamboni ha subito testato. Quindi, dopo aver scoperto la presenza di un accumulo di ferro nella placca, dove appunto passa una vena, restava da capire cosa accadeva al funzionamento del vaso sanguigno. E questo non lo poteva svelate né la Tac, né la risonanza magnetica, ma solo un esame messo a punto ad hoc per questa situazione. A Ferrara, neurologi e chirurghi vascolari stanno già studiando un metodo per l’analisi emodinamica delle vene cerebrali. Ma la scoperta di Zamboni ha fatto in breve tempo in giro del mondo. Dal Canada agli Stati Uniti, dalla Nuova Zelanda all’Australia, molti parlano delle sue operazioni chirurgiche laser, anche se – ribadiamo – occorre andarci con i piedi di piombo perché ancora non è chiara la reale portata della scoperta.

Fatto sta che, mentre la scoperta della pillola contro la sclerosi multipla targata Novartis è stata ripresa da più di una testata giornalistica, la teoria di Zamboni è passata quasi in sordina. Il motivo potrebbe essere semplice: l’informazione spesso è legata a doppio filo con l’industria farmaceutica e quindi si dirige istintivamente verso ambiti in cui esiste un ritorno economico. Ricerche come quella sulla Ccsvi, non essendo “quantificabili” rischiano spesso di passare sotto silenzio. La speranza è che si riesca ad attrarre ulteriormente l’attenzione della ricerca (magari con finanziamenti specifici sulla Ccsvi) e che si riesca a smuovere anche tutta l’opinione pubblica a sostegno di un’ipotesi scientifica troppo rivoluzionaria per essere pubblicizzate in maniera “spontanea”.

Rosamaria Freda



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Commenti (11)
  • Gabriele_R  - Grazie

    Gent.ma Rosamaria,

    la ringrazio di cuore, è giusto parlare di questa nuova strada perchè il business attorno ai farmaci utilizzati per la SM è altissimo.

    Molti malati di SM sono ignari di quello che sta avvenendo.

    I malati di SM vogliono solo che si faccia chiarezza e si approfondiscano le ricerche e che le stesse non vengano messe a tacere per ragioni di profitto verso una soluzione che se anche aiutasse la metà dei malati andrebbe comunque adottata.

    La prego continui a seguire il "caso", e difenda la libertà di stampa e opinione.

    La saluto.

    Gabriele_R

  • Marcello

    Il comunicato stampa dell'Aism/Fism nn parla di destinare i famosi 3 milioni di Euro allo studio della CCSVI, ma parla di far partecipare il gruppo del prof.Zamboni al bando per l'assegnazione di queste somme.
    Somme che sono già definite da tempo dalla Fism e nn come imprecisamente da voi riportato, destinati allo studio esclusivo della CCSVI.
    Zamboni e c. parteciperanno come gli altri al bando, nessuna corsia preferenziale, nessun sostegno particolare per una scoperta che probabilmente rivoluzionera la concezione e la stessa cura della Sclerosi multipla.
    A noi "poveri" pazienti nn rimane altro che aspettare ancora una volta e sperare che la verita abbia il sopravvento su interessi di
    corporazioni e lobby farmaceutiche.

  • Fabio

    Sono d'accordissimo con Marcello; penso sia ora di far valere il nostro diritto di essere curati, anzi liberati.
    Finalmente è stata scoperta la causa e la cura della SM.
    Prove scientifiche e testimonianze certificano il tutto e allora, come mai i media non ne parlano?
    Siamo persone, non merce! e se siamo in questa situazione non è perchè c'è la siamo cercata, anzi, siamo stati solamente più sfortunati di molti di voi.
    Su facebook esiste un grande gruppo sulla CCSVI al link: http://www.facebook.com/pages/CCSVI-nella-Sclerosi-Multipla/ 139997017782?ref=ts
    dove è possibile trovare tutte le informazioni e le risposte a questa meravigliosa scoperta del Dottor Zamboni in collaborazione con il Dottor Salvi.
    Marcello dice che a noi "poveri" non resta che aspettare...in realtà noi non abbiamo tempo di aspettare perchè ogni minuto potrebbe essere decisivo per un proprio peggioramento di condizione.
    Concludo ponendo la domanda: dove sono andati a finire i finanziamenti per la CCSVI?

    Grazie

  • Romina

    Concordo perfettamente con i due commenti sopra esposti.
    L'importantissima scoperta del prof.Zamboni non è stata destinataria di NESSUN finanziamento!!Essa parteciperà come gli altri al bando Aism/Fism.
    Noi malati siamo perciò preoccupati che gli interessi delle lobby e multinazionali farmaceutiche prevalgano sul diritto alla salute!
    Vorremo che ci fosse una chiara e precisa informazione...purchè di informazione si tratti!
    Grazie e buon lavoro.

  • Ivan de Leoni  - Imprecisioni su atteggiamento di AISM

    Purtroppo, devo concordare con Marcello circa qualche inesattezza sul comportamento di Aism.
    Peraltro devo anche tristemente ammettere che sin dagli anni '30 ci sono prove abbastanza certe sul coinvolgimento vascolare nella sclerosi multipla, ma mai nessuno nè tanto meno Aism ha mai dedicato 1 solo €uro ad approfondire questo ramo di ricerca che oggi pare il più promettente per dire definitivamente BASTA alla sm.
    L'unico motivo per cui oggi qualcosa sta muovendosi è grazie all'informazione libera di viaggiare su internet e al movimento inarrestabile di supporto alla ccsvi su facebook.
    Non sarebbe più stato possibile mettere tutto a tacere come fino ad oggi.

  • Carmela Baldino  - Dov'è il progetto speciale della FISM?

    Gentile Rosamaria, sabato 23 gennaio scorso a Vicenza l'associazione SMuovilavita ha organizzato un incontro sulla CCSVI con la presenza del Prof. Paolo Zamboni che ha illustrato questa patologia e il dott. Fabrizio Salvi che ha declinato la sclerosi multipla alla luce della importante scoperta. Il prof. Mario Alberto Battaglia ha dichiarato che "la FISM di solito fa dei bandi di ricerca e quindi chiede la presentazione di progetti, ma nel caso della CCSVI si è deciso di fare un progetto speciale".
    Mi piacerebbe sapere dov'è finito il progetto speciale della FISM dichiarato dal suo presidente prof. Battaglia a Vicenza davanti a più mille persone.

  • Rosamaria Freda  - Precisazioni su bando Sm

    Salve a tutti e grazie mille per le vostre precisazioni. Ho provveduto immediatamente a modificare l'articolo: come giustamente da voi segnalato, il bando messo a punto dall'Aism non destina 3 mln di euro alla Ccsvi, ma a tutte le ricerche scientifiche che abbiamo a che fare con la Sm, compresa dunque la patologia scoperta da Zamboni.

    Insomma era troppo bello per essere vero: la ricerca italiana che focalizza la sua attenzione unicamente sulla conferma di questa nuova scoperta!! Anche se è proprio quello che ci auguriamo avvenga in futuro.

    Vi chiedo comunque di continuare a inviarci le vostre segnalazioni su questo argomento. Da parte mia cercherò di approfondire ulteriormente la questione, magari partendo proprio da quanto segnalato dalla signora Carmela, cioè dalla volontà espressa dal professor Battaglia a Vicenza di mettere a punto un "progetto speciale" sulla Ccsvi.

    Grazie ancora per l'attenzione dimostrata
    Rosamaria Freda

  • JD

    grazie Rosamaria
    per la correzione e grazie anche perchè con i tuo articolo dai risalto alla ricerca sulla CCSVI

  • Gabriella  - peccato per le promesse non mantenute

    Grazie Rosamaria per aver chiarito. Di fatto erano stati promessi fondi direttamente per la CCSVI, ma così non è stato. Non disperiamo e continuiamo a parlare di questa grande scoperta a tutti!
    Per informazioni:
    http://www.fondazionehilarescere.org/

  • anna maria pistilli  - ISCRIZZIONE

    Non sono iscritta all' AISM xke la sentivo lontano dai miei bisogni.
    Sè farà sè lavorerà per la ccsvi sarò la prima a iscrivermi AMP

  • samuele

    grazie Rosamaria per il tuo interessamento e per la tua disponibilità a correggerti e ad ampliare la tua conoscenza della questione, conoscenza che potrai mettere a disposizione di tutti come noi sul web stiamo facendo da mesi. Questi famosi 3 miliardi girano a parole da mesi e la notizia rispunta sempre in concomitanza di qualche app di raccolta fondi o di scadenze fiscali, è fumo negli occhi e noi malati c sentiamo doppiamente sfruttati: la torta dei finanziamenti per accedere ai quali i termini sono scaduti l'8 marzo 2010 era già spartita, nonostante la notizia della CCSVI fosse ufficialmente venuta fuori a settembre 2009, nonostante tutte le nostre pressioni....l'aism, a parole, ha promesso un finanziamento straordinario per lo studio della CCSVI (circa 900mila €) ma attualmente per noi malati è tutto fermo....forse a settenbre partira una sperimentazione diagnostica e i tempi e la nostra sofferenza si allungano irragionevolmente. Il dott.Zamboni ha fatto un appello per poter sbloccare l'intervento almeno per i pazienti con una forma di sm molto aggressiva, per le forme per le quali nn esistono attualmente terapie farmacologiche efficaci e per i pazienti che nn possono (per i più svariati motivi) utilizzare i farmaci o per i quali i farmaci nn hanno dato risultati, a questo appello nessun neurologo ha risposto, questo è il link:
    http://www.facebook.com/video/video.php?v=1317766018737&ref=mf

    ciao

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