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Lombardia, Sanità: bilanci ok, ma più spazio al privato PDF  | Stampa 
Salute - News
Scritto da Francesca Mancuso | Martedì 02 Febbraio 2010 12:40   

FormigoniLa sanità lombarda, esempio di efficicacia dentro costi contenuti. Questo il quadro della situazione sanitaria in Lombardia. Lo studio condotto dalla Direzione generale Sanità, insieme al CRISP (Centro di ricerca interuniversitario per i sevizi di pubblica utilità dell'Università Bicocca) e al CESP (Centro di studio e ricerca sulla sanità pubblica), è stato presentato ieri dal presidente Roberto Formigoni all'Auditorium Gaber.

Qualità ed eccellenza prima di tutto, ha detto Formigoni. Dal dossier, dal titolo "La valutazione dell'efficacia ospedaliera 2004-2008", sono emersi alcuni dati significativi. A stupire, prima di tutto, è stato il fatto che la Lombardia è la regione italiana con il rapporto più basso tra spesa sanitaria e PIL. Tale rapporto è del 6,7%, contro gli 8,7 nazionali, attestato anche dalla cifra sulla media della spesa pubblica sanitaria in questa regione, che è pari a 1.603 euro, contro i 1.703 euro della media nazionale. A livello assoluto, si tratta della cifra più bassa, eccezion fatta per regioni quali la Puglia, la Basilicata e la Calabria, che non hanno però servizi paragonabili.

Per quanto riguarda invece il tasso di ospedalizzazione, dopo i primi 12 anni della riforma sanitaria, tale valore è sceso dai 176,7 del 1997 al 135,3 del 2008 su 1000 residenti. Ad aumentare sono state invece le prestazioni ambulatoriali, che hanno portato alla diminuzione dei ricoveri e dei day hospital legati a semplici visite. Va notato anche che tali dati si riferiscono ad una popolazione che negli ultimi anni ha visto un incremento di 800 mila abitanti.

Come ha fatto notare il presidente Formigoni "il processo di miglioramento della qualità dell'offerta è cominciato con la riforma stessa del sistema sanitario lombardo (legge regionale n.31 del 1997). Nel 1998 è stato introdotto il sistema di accreditamento, l'attività dei NOC, ossia dei "Nuclei operativi di controllo delle Asl" e il controllo dei tempi d'attesa, così come la diffusione della certificazione ISO per le strutture pubbliche e private". E ribadisce: "La Lombardia ha saputo garantire un costante innalzamento della qualità e al contempo un'estrema razionalizzazione delle risorse".

Francesca Mancuso


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