Dolori cronici: l'agopuntura funziona davvero?

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Agopuntura. Per alcuni questa medicina alternativa cinese che fa uso dell'inserzione di aghi in specifici punti del corpo umano è miracolosa per il benessere dell'individuo, per altri può nuocere alla salute, provocando svenimenti e vertigini. Qual è la verità sull'agopuntura?

In condizioni come l'artrite e il mal di testa cronico, l'agopuntura si sarebbe rivelata spesso più efficace dei farmaci. Ma poi ci sarebbero anche i casi di 5 pazienti che hanno subito il collasso dei polmoni, dopo che un ago è accidentalmente penetrato nel petto, o quello a cui sono stati lasciati ben 100 aghi all'interno del corpo.

Molti sostengono che tutti i trattamenti hanno effetti collaterali, soprattutto quando si commettono degli errori, e che il numero di problemi segnalati è relativamente piccolo rispetto ai trattamenti effettuati.

Ora, però, ci sono delle importanti novità, pronte a dare il colpo di grazia agli scettici. Si tratta della pubblicazione sul Journal Archives of Internal Medicine del più grande studio sui benefici dell'agopuntura mai condotto prima, Acupuncture for Chronic Pain, che ha analizzato i dati di ben 29 precedenti ricerche, per un totale di quasi 18mila pazienti e medici provenienti da 8 diverse università e strutture ospedaliere di Regno Unito, Stati Uniti e Germania.

Tutti i pazienti avevano diversi tipi di dolore cronico, artriti, mal di schiena e collo, mal di testa e dolore alla spalla, ed erano già in trattamento dai loro medici. L'agopuntura è stato quindi un trattamento aggiuntivo. "All'inizio, il paziente medio riferiva livelli di dolore pari a 60 su 100 - spiega qui l'autore principale, il professor Andrew Vickers, un esperto in biostatistica e metodi di ricerca al Memorial Sloan Kettering Hospital di New York. Ma, se è ben noto che solo essere oggetto di uno studio fa sì che le persone si sentano meglio così, la valutazione media del dolore è scesa a 43 come previsto. È il cosiddetto effetto placebo.

Fin qui tutto regolare. Eppure l'agopuntura ha abbassato il rating ad appena 35. E i pazienti che hanno ricevuto un trattamento prolungato per diverse settimane, con gli aghi inseriti con cautela e nel punto giusto, hanno valutato il loro dolore addirittura a 30. "Questo significa che hanno ritenuto che era la metà del male che provavano quando venivano sottoposti al trattamento standard", spiega Vickers. Visto, poi, il grande numero di pazienti coinvolti nella ricerca, è davvero improbabile che si tratti di un caso fortuito.

Gli esperti di statistica chiamerebbero questo risultato 'significativo'.
"La differenza tra una terapia tradizionale e l'agopuntura in questo studio risulta essere maggiore della differenza tra antidolorifici come l'aspirina e una pillola con effetto placebo" dice il professor George Lewith, responsabile dell'unità di ricerca di medicina dell'University of Southamptone di un altro autore sulla carta.

Tutta musica per le orecchie dei tifosi dell'agopuntura: sembra proprio che i benefici superino i rischi.

Roberta Ragni

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