Allergie: in aumento la sensibilità ai cibi esotici

soia allergia

Sesamo e soia, ecco alcuni semplici esempi di cibi "esotici", o meglio, non propriamente tipici della dieta mediterranea, in merito a cui i casi di allergia sarebbero in aumento. Come tutelarsi di fronte alle allergie alimentari? Le nuove linee guida in merito, rivolte sia ai ristoratori che ai produttori di alimenti, forniscono alcune importanti indicazioni per gli allergici.

Chi soffre di allergie o di intolleranze ad alcuni alimenti dovrebbe aver già reso propria la buona abitudine di controllare attentamente le etichette dei cibi confezionati. La dicitura presente in etichetta, che indica che quel prodotto "può contenere tracce" di un determinato alimento, è il segnale della presenza di diversi livelli di contaminazione.

Le prime linee guida europee in merito ad allergia ed anafilassi sono state presentate di recente a Milano in occasione del World Allergy and Asthma Congress 2013. In Italia, le persone allergiche ad uno o più cibi sono almeno 2 milioni. È in crescita il numero degli allergici ad alimenti come la soia o il sesamo. I bambini ipersensibili a cibi come frutta secca, latte e uova sono raddoppiati nel corso dell'ultimo decennio, per raggiungere un totale di circa 600 mila.

Come prevenire le allergie? La prevenzione delle allergie avviene fin dall'infanzia, grazie all'allattamento al seno esclusivo nei primi 4-6 mesi, secondo quanto dichiarato da parte degli esperti. Non occorre, invece, che la mamma elimini dalla propria dieta determinati alimenti durante la gravidanza, nella speranza che nel bambino che nascerà non si manifestino allergie. Nei bambini a rischio di allergia al lattosio, in base alla storia famigliare, i medici consigliano l'utilizzo di latte vaccino ipo-allergenico.

Ad influire sulle allergie nei bambini sarebbero invece le condizioni di vita della mamma prima della nascita, che sarebbero in grado di influenzare l'attività del sistema immunitario nel bambino. Le allergie sorgono quando le difese immunirarie reagiscono in maniera sproporzionata nei confronti di alimenti che in casi normali sono considerati del tutto innocui.

Gli esperti suggeriscono ulteriori miglioramenti delle diciture in etichetta riguardanti il contenuto di allergeni degli alimenti confezionati, per un aumento della sicurezza degli allergici. In molti allergici anche una quantità minima del cibo non tollerato può provocare shock anafilattico. Urge dunque una maggiore tutela contro i rischi di reazioni indesiderate che possono portare a conseguenze per la salute anche molto gravi.

Marta Albè

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