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Sanità: 800mila italiani ogni anno si curano in altra regione

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Si parla tanto della malasanità in Italia soprattutto negli ospedali del Sud, dimenticando spesso di citare anche esempi di eccellenza che pure esistono anche nel nostro paese. Spesso si ha paura di affidarsi alle cure mediche e sempre più italiani ogni anno scelgono di spostarsi dalla propria regione di appartenenza verso un’altra che si considera migliore, più affidabile e veloce.

A dirlo sono i dati in possesso del Ministero della Salute e dell’Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali). «La mobilità sanitaria in circa il 70% dei casi è di confine – ha dichiarato al Corriere.it Paolo Di Loreto, della Commissione salute della Conferenza delle Regioni – Per esempio, per un cittadino veneto che abita ai confini con l’Emilia Romagna può essere più comodo ricoverarsi in un ospedale emiliano piuttosto che in una struttura della sua regione ma distante parecchi chilometri. Da alcune regioni del Sud, poi, molti vanno a curarsi in Lombardia, Emilia Romagna e Toscana».

Dunque la migrazione più frequente è quella di chi vive al confine tra due regioni ma soprattutto quella dei cittadini del Sud verso le strutture ospedaliere del Nord. Ecco cosa ha dichiarato in proposito Carla Collicelli, vicedirettore del Censis «La nostra analisi conferma che alcune regioni, soprattutto settentrionali, continuano a essere meta dei viaggi della salute perché hanno più ospedali ad alta specializzazione. Ma anche altre regioni, come Molise e Lazio, hanno un alto «indice di attrazione»: la prima per la presenza di un Centro di eccellenza in neurologia (Neuromed, a Pozzilli, Isernia, ndr), l’altra perché ha un ospedale pediatrico di riferimento a livello nazionale (il Bambin Gesù, di Roma ndr)».

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